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L'esperienza mi ha portato a considerare

Ho 55 anni e sono diversamente abile, con paralisi congenita ad arti inferiori, sfinteri e vescica.
L'esperienza mi ha portato a considerare, inizialmente, questa condizione genetica un problema che mi avrebbe portato ad autocommiserarmi, spesso, a non vederne che il negativo, da piccolo: sedia a rotelle, che consideravo vergogna a causa del dito puntato da bambini normodotati, più piccoli, verso di me, non potere fare ciò che altri potevano, ma a vederne pure il positivo, a posteriori: la diversa abilità, apparentemente, nascosta nella disabilità, può essere risorsa a servizio dei più bisognosi, dono d'Amore misterioso di Dio Padre da condividere.
Non posso camminare con le gambe, ma con la mente, il Cuore e l'Anima.
Sono più sensibile verso chi vive disagi peggiori.
Altro lato positivo è l'Inserimento Socio-Terapeutico in Biblioteca Comunale della mia città.

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