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Risvolti inaspettati

Chi lo avrebbe mai detto, quello che mi è successo e quello che sono ora. Mi hanno riscontrato un carcinoma a una mammella nel novembre del 2014 e a dicembre sono stata operata, due giorni prima di natale, con un’urgenza che mi spaventava tantissimo. Mi è stato asportato il seno sinistro, più le ghiandole ascellari delle quali un paio maligne. Già questo è stato un grande colpo per la mia vita che scorreva abbastanza tranquilla, con un compagno e i suoi due figli che vivevano con noi, il lavoro fuori città, una madre anziana con un principio di alzheimer. Per fortuna però c’erano tanti viaggi, la nostra passione. Avevo 55 anni, i soliti acciacchi e mai un ricovero o una patologia “seria”, quindi la parola tumore che si è insinuata nelle nostra vite è stata forse più forte dell’intervento stesso. Poi la chemioterapia, veramente devastante nel corpo prima di tutto, ma anche nello spirito, per sei lunghi mesi tostissima e poi per un altro anno la terapia in vena. Una parentesi di vita o un inciampo, come lo chiamo io, duro e indimenticabile. C’è stato tanto in questi anni. C’è stato uno scoprirsi nella sofferenza, nella paura, nell’isolamento. Poi ancora il compatimento, l’apatia o l’angoscia del futuro. Questo sconvolgimento del quotidiano è diventato in qualche modo una routine, un’accettazione di un nuovo modo di vivere, fra ambulatori e ospedali, fra dottori e persone malate, fra recidive e metastasi di nuove conoscenze, o anche perdite. Sono stata fortunata, perché proprio all’inizio della chemioterapia, ho saputo di un corso di scrittura espressiva, ed era per me proprio il momento giusto, perché mi serviva cacciare in qualche modo la paura e il dolore, e il corso è stato fantastico. Non avevo mai scritto nulla, ma qui non importava. Ho conosciuto donne meravigliose, amiche di percorso, poi diventate del cuore. Mai come allora ho compreso il significato della condivisione che ha un ruolo essenziale ora nella mia vita. Questo lavoro e soprattutto queste donne mi hanno dato la consapevolezza della nostra tenacia e coraggio, così come la scrittura ha assunto un’importanza fondamentale per me. Quegli incontri hanno prodotto un libro “sentieri di parole” che ci è stato pubblicato. E’ stata una grande vittoria. E’ stato il risvolto positivo della sofferenza, ed anche un regalo straordinario. Alla giornata di presentazione del libro, ne ho realizzato in pieno l’importanza. Questo inestimabile dono possono farselo tutte le donne. Sono passati quattro anni ora dalla scoperta del tumore. Ora scrivo racconti, favole, storie e ogni tanto partecipo a qualche concorso e magari le mie storie vengono pubblicate e io respiro, attraverso quelle pagine, l’orgoglio di me stessa.

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