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Note positive

Dall'alto dei miei quarantaquattro anni di rapporto stretto con il tumore al seno e, in particolare, con le gravi conseguenze della radioterapia, credo di avere il diritto di fare qualche considerazione. In positivo, perché sono un'ottimista per natura. E' vero, come sostengono in tanti, che ammalarsi di tumore, non solo al seno, induce a vedere la vita con altri occhi: gli occhi di chi gode delle piccole cose di ogni giorno, perché ogni giorno è un dono tutt'altro che scontato. Specie durante i primi anni, specie quando le probabilità che il tumore si ripresenti sono più alte. L'ho provato e lo provo anch'io. Innamorata della quotidianità, che molti considerano noiosa, gusto ogni attimo per il semplice fatto di essere viva. Ma, a parte questi pascoliani stati d'animo, a parte questa poetica delle piccole cose, il cancro mi ha insegnato molto altro ancora. Ho lottato per non essere distrutta da un male infido ed ingiusto per chiunque, ma ho imparato anche a non abbassare la guardia per tutto il resto.. Gradualmente ho messo da parte l'idealismo, quell'idealismo che rende vulnerabile chiunque, e ho imparato a difendermi. Da chi? Da cosa? Certo, in tutti questi anni il cancro non è stato il mio unico avversario. Nella vita di ognuno, e quindi anche nella mia, la burocrazia, le amicizie scelte senza la giusta cura, i piccoli o non proprio piccoli incidenti di percorso di ogni genere, in casa e in società, in famiglia e nel lavoro, non mi sono mancati. Come accade a chiunque sotto la volta celeste, sia che a nord veda la stella polare, sia che veda invece la Croce del sud, anche a me non sono stati risparmiati gli ostacoli. Ma, grazie al tumore al seno, ho imparato, negli anni, ad essere più forte. Senza mai smettere di essere creativa e di progettare un nuovo dipinto, un nuovo articolo, un nuovo libro. E senza mai piangermi addosso, senza mai smettere di avere fiducia nei progressi della scienza e nella mia capacità di rialzarmi. Senza mai smettere di avere fiducia nella vita. Io per me Rory 

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