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Lo voglio urlare al mondo: si può sconfiggere

Che la mia storia possa essere faro di speranza per tutti coloro che la leggeranno!
Tutto è iniziato quando avevo poche settimane di vita e la diagnosi non tardò ad arrivare: Retinoblastoma, un tumore maligno che può colpire la retina degli occhi dei bimbi. Per molti medici non c’erano speranze di vita, negli anni ottanta non c’erano molte speranze di guarigione. I miei genitori non si arresero. Dopo aver consultato diversi oculisti, da un paesino della Calabria giunsero a Siena dove finalmente un gruppo di medici decise di intervenire: mi rimossero gli occhi e mi sottoposero a ben 22 cicli di chemio e radio. Primo tumore sconfitto con lo stupore di molti.
Vivevo una vita felice e serena, da cieca ma chi se ne frega!
Da 8 anni vivevo a Roma, dove mi ero trasferita per frequentare l’università, praticavo Judo sperando un giorno di portare a casa una medaglia. Il mostro non si arrese qui: a 28 anni, mentre scrivevo le conclusioni della tesi di laurea, si è ripresentato sotto forma di Neosarcoma vescicale, un tumore rarissimo. Fu terribile e psicologicamente devastante. Dissi a me stessa che anche questa volta dovevo farcela, che non poteva vincere lui. Il giorno dopo la festa di laurea dovetti ricoverarmi d’urgenza in ospedale. Era una calda domenica di fine Luglio, non lo dimenticherò mai. Seguirono tanti altri ricoveri oltre a 3 cicli di chemio preventivi e un intervento con cui mi fu rimossa la vescica e ricostruita un’altra con parte del mio intestino tenue. Sconfitto anche il secondo!
Il terzo arrivò l’anno successivo, nella primavera del 2015: carcinoma tiroideo maligno. Ero molto delusa, triste, amareggiata. Mi chiedevo: possibile che non posso distrarmi un po’ che subito ne compare un altro?
Possibile che non posso provare a cercare un lavoro e a provare a costruirmi una vita? Va bene il primo, accetto anche il secondo, ma il terzo non è troppo? Anche questo riuscii a sconfiggerlo sottoponendomi ad un intervento di tiroidectomia e la radiometabolica. Oggi prendo una compressa tutte le mattine che sostituisce la mia tiroide, ma non mi preoccupa e non rappresenta un problema per me, ciò che conta è avercela fatta anche questa volta.

3 tumori sconfitti grazie a medici bravissimi, preparati, brillanti; ai miei genitori che sono stati sempre, sempre, sempre al mio fianco specie nei momenti più bui e mi hanno trasmesso la forza per andare avanti quando la mia vacillava.
Il mio carattere tosto, deciso, allegro, sorridente. Fuori dall’ospedale ho sempre cercato di vivere la mia vita ignorandolo, come se il mostro non ci fosse e, quando ero ricoverata, pensavo alla vita che mi aspettava fuori.
Oggi mi sottopongo a vari controlli periodici con fiducia. 

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