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Mani

Quando hai una figlia piccola e vivi il privilegio di osservare il miracolo della vita che nasce e cresce davanti ai tuoi occhi di mamma innamorata, il pensiero della morte é così lontano che quando ti dicono che hai un cancro non riesci quasi a crederci. É così crudele che ti tolgano a tua figlia proprio quando ha più bisogno di te che ti sembra surreale e impossibile.
All’inizio ti disperi e pensi a tutto quello che avresti voluto vivere insieme a lei, la guardi mentre ingenuamente tenta di strapparti un sorriso, e quando la sua manina si appoggia alla tua per riuscire a tirarsi su, le lacrime scendono senza sosta e il dolore si fa ancora più lancinante. Ti senti tradita dalla vita che aveva lasciato che ti immaginassi a percorrere il sentiero della vecchiaia mano nella mano con tuo marito...
Il dolore è così forte che tu non riesci più nemmeno a respirare e hai davvero la sensazione che una mano stia stritolando il tuo cuore e lo senti stretto dentro a una morsa che ti toglie il fiato.
La disperazione si impossessa di te, del tuo essere madre, moglie e donna.
Ma tuo marito non smette mai di stare al tuo fianco e di essere positivo, e continua disperatamente a credere che insieme ce la farete e mentre ti tende la mano non si perde d’animo, anche se tu riesci a leggere nel fondo dei suoi occhi improvvisamente invecchiati la paura di perderti.
E allora lui diventa la tua indispensabile luce, che illumina il cammino nei tratti più bui e la tua fondamentale ombra, che non ti abbandona mai nemmeno quando il sentiero pare impossibile da percorrere.
Ti accompagna, ti sorregge, ti guida, ti consola, ti supporta.
Ascolta la tua disperazione, asciuga le tue lacrime.
Prima di entrare in sala operatoria per quell’intervento che per te è l’unica soluzione gli strappi la promessa che se morirai non resterà da solo. Non puoi immaginare lui e tua figlia senza nessuno a prendersi cura di loro, senza nessuno che li ami, che li prenda per mano. Lui non vuole, ma alla fine pur di farti stare tranquilla ti dice di sì ma tu sai bene che lo ha detto solo per te.
Lo saluti fuori dalla sala operatoria, lasci con difficoltà quella mano che è sempre stata unita alla tua e speri di poter ancora una volta stringerla. Poi entri e mentre per lui il tempo diventa eterno e i minuti si dilatano e pesano come ore, per te il tempo miracolosamente si ferma.
Non soffri più, non piangi, non pensi, non ti disperi, non capisci, non ricordi, non senti, non vivi. Dormi il tuo sonno artificiale e liberatorio mentre abili mani tentano di liberare il tuo volto da ciò che cercava di strapparti alla vita.
Quando ti risvegli, non sai dove sei e nemmeno ricordi cosa sia successo ma in mezzo alla nebbia riconosci il volto di tuo marito e mentre ti riprende la mano, senti che ti sussurra all'orecchio che è andato tutto bene. Ma tu non ci credi davvero. Sai che per lui il fatto che tu sia uscita da quella sala operatoria significa già che è andato tutto bene, sai che te lo direbbe in ogni caso, anche se così non fosse, sai che il semplice fatto di poter di nuovo stringere la tua mano per lui significa che è andato tutto bene.
Ci sono voluti giorni, settimane, mesi, ... anni.. per credere e capire anche io che è davvero andato tutto bene.
Sono passati altri 5 compleanni di mia figlia, sono passate altre burrasche e abbiamo attraversato altre difficili tempeste ma aveva ragione lui quando quel giorno in mezzo alla nebbia riprendendo la mano esattamente da dove l’aveva lasciata quasi cinque ore prima, mi aveva sussurrato “è andato tutto bene”.

Il quinto anno era la tappa che dovevo raggiungere per essere dichiarata fuori pericolo.
A dicembre è stato il mio quinto anno.
A gennaio mi hanno detto che sono guarita.
Ora posso smettere di avere paura.
Grazie. Soprattutto a tutte quelle mani che insieme hanno sconfitto l’unica mano che cercava di portarmi via alla vita stritolando il mio cuore.
Grazie alla manina fragile di mia figlia che ignara ha continuato sempre ad appoggiarsi a me facendomi sentire ancora forte, grazie a quella rassicurante di mio marito che mi stringeva facendomi sentire sempre amata, grazie a quelle abili dei medici che mi hanno operata regalandomi una seconda chance e grazie anche a quelle del medico che ogni anno mi ha visitata e soprattutto rassicurata dandomi la serenità di percorrere con più tranquillità un altro anno e che quest’anno tenendo la mia mano stretta fra le sue mi ha guardato dritta negli occhi detto “sei guarita”, scrivendo finalmente la parola FINE a questa storia.

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