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La diagnosi e il coraggio di condividerla

Ho avuto "L'onore" di conoscere le malattie genetiche rare da vicino, e il destino poi mi ha fatto incontrare la Sclerosi multipla. Mia sorella a 25 anni ha infatti avuto tale diagnosi. Ho dato il mio supporto come meglio potevo e posso ancora, ho dato il mio sostegno in entrambi i casi, che seppur diversi come patologia e decorso hanno entrambi un comune denominatore, ho notato la stessa identica difficoltà ovvero "Non vergognarsi della diagnosi", quasi fosse una colpa avere tale diagnosi, i pazienti e i loro famigliari più cari hanno un estrema difficolta nell'esternare la loro diagnosi, accettarla, forse perché sanno che chi li ascolta nn riuscirà a sopportare o a capire veramente. Forse perché chi ti ascolta crolla prima ancora che lo faccia tu, e invece, reputo che la condivisione di storie racconti e dolori aiuti tantissimo i pazienti e i loro famigliari riscoprendosi più forti di quel che si credevano. È importantissimo parlarne e ascoltare perché la malattia ci riguarda tutti in prima persona e prima o poi tutti saremo chiamati a farne i conti in prima persona o indirettamente, ma tutti conosceremo tale dolore e avere un supporto fatto di parole carezze e calore è di vitale importanza, credo sia il gesto più semplice da fare in un tempo dove nn tutto si può curare non tutto può essere modificato non tutto è sotto il nostro controllo l'unica cosa che possiamo fare è ascoltare e parlarne.

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