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Davide..il mio mentore.

Cari genitori tutti e compagni di viaggio,
Con la mente ho ripercorso i miei dolorosi ricordi di circa 25 anni fa quando io e Pat, ci siamo abbracciati nella disperazione, dopo aver ricevuto dal neuropsichiatra di via dei Sabelli l’infausta diagnosi, “il vostro bimbo è affetto da AUTISMO.” In quel preciso momento, tutti i mie sogni, le mie aspettative si stavano sbriciolando; e adesso che faccio, come posso risolvere il “problema”? E poi un altro quesito che mi stava tormentando: "Perché proprio a me!?" Domande a cui comunque avrei dovuto dare delle risposte. Mi buttai a capofitto nel lavoro provando a mantenere il mio carattere allegro e scherzoso, purtroppo non funzionava, specialmente in famiglia dove i rapporti con Pat e con l’ altra figlia erano ormai ai ferri corti. Ero molto arrabbiato e frustrato; un tremendo dolore mi tormentava e per quanto mi sforzassi non riuscivo a darmi una ragione di tutto ciò avrei dovuto spostare totalmente la mia visione della vita per riuscire a dargli un senso.
Ne è passata di acqua sotto i ponti e devo proprio ringraziare Davide, mia figlia, Pat e tutti “ gli addetti ai lavori” che con amore e professionalità mi hanno sostenuto in questo mio travagliato percorso. Oggi Roberto è un’ altra persona e questo non solo per il semplice fatto di aver ACCETTATO Davide ma addirittura di aver avuto l’ opportunità di cogliere tutto ciò che di più bello e straordinario può esserci dietro un ragazzo autistico. Grazie Davide, grazie per avermi permesso di vedermi dal di dentro facendomi tirar fuori tutte le mie fragilità, le mie paure che tenevo ben nascoste in un angolo del mio cuore, con te ho affrontato la vita a viso aperto con forza e determinazione. Cari compagni di viaggio, che volete che vi dica: che l’ autismo è il male, che l’ autismo è il dolore, la sofferenza?! Non posso dirvi cose che non sento, che non provo, se questi figli sono arrivati a noi, c’è sicuramente un motivo, certo non è facile bisogna lavorare duro, non aver timore di chiedere aiuto, con umiltà, nella consapevolezza che donare e ricevere non sono altro che la faccia di una stessa medaglia e cioè l’ AMORE. Certo non c’è una garanzia che tutto ciò un giorno ci possa rendere felici : l'unica vera certezza sarà comunque la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta.
Un in bocca a lupo a tutti i compagni di questo avventuroso viaggio!
Roberto

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