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Vivere con lei

Sei apparsa quando ero nel pieno della mia vita, avevo tante cose da fare e da progettare e accertarti non è stato per niente facile. Ho dovuto lottare con me stessa per crederci, c'è un tunnel che tutti quanti dobbiamo percorrere quando ci viene diagnosticata una malattia, soprattutto se è degenerativa come la sclerosi multipla. Fortunatamente mi hai lasciato credere per 10 anni che tu non esistessi prima di dare i tuoi messaggi lenti ma precisi fino a togliermi delle autonomie. La solitudine che si prova nell'affrontare un problema così grosso è indescrivibile, nulla e nessuno può fare niente e tu senti sulle tue spalle il peso del mondo intero. Io che ero una sportiva e che non riuscivo a stare un'attimo ferma, all'improvviso ero costretta a stare calma e tranquilla ed aspettare che gli altri mi venissero a trovare. Gli amici, ne avevo tanti, quelli non veri ma solo di convenienza, pian piano sono scomparsi per far posto a quelli veramente sinceri. Ho dovuto imparare a convivere allegramente e con ironia con la mia malattia per reinventarmi la mia vita con questa patologia. Non è stato facile ma, dopo un periodo bruttissimo, ho cominciato ad accettare quello che mi era successo ed ho cominciato a reagire positivamente. Ora vivo la mia vita normalmente con le persone che mi vogliono bene, ho dovuto abbandonare il lavoro ottenendo per 26 anni di servizio una pensione di inabilità e non sono più ricaduta nel buio. Vivo nel presente senza pensare più a come sarebbe stata la mia vita senza questa malattia. Sono una romantica e mi fa piacere pensare che lassù c'è stata la mia mamma che mi ha aiutata a non lasciarmi andare.

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