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LA LUNA ED IO

Sono arrotolata sul cuscino sinistro del divano, verso l’angolo esterno. Il tempo passa, fatto di pensieri indefiniti e del mio respiro.
Credo che la morte sia vicina: verrà così, addormentandomi piano.
Ho un pensiero fisso: buttare il cestino dell’umido. È pieno e puzza, ma ogni volta che mi alzo la testa pesa troppo. Scendere per l’immondizia, anche in ascensore, non è prudente. Rimando, ma vorrei farlo.
Invece faccio solo le cose essenziali: pulire la lettiera, versare le crocchine ai gatti, andare in bagno ogni tanto.
Il tempo passa, non so quanto.
Non è male stare qui arrotolata sul divano.
Nel tardo pomeriggio, ad un punto mi viene da ridere. Dentro di me si svolge la lotta tra Bene e Male, tra i globuli rossi ed il sistema immunitario, come in Guerre stellari. Quelli della fantascienza se ne intendono… I chiaroscuri. Non c’è mai un cattivo proprio solo cattivo… E poi penso: il senso dell’umorismo muore dopo la speranza! Forse. Forse, invece, la contiene.

La sera mi porta più leggerezza e un po’ di forze. Mi trascino al PC, il mio canale per comunicare. Da qualche settimana pirato la rete di qualche vicino ignaro, ma non sempre è accesa. Stasera sì, bene.
Di facebook mi piace la chat. Scelgo una persona che è in linea, ha il pallino verde. Non ci ho mai parlato, ci siamo viste una volta sola in una sala di danza. Le scrivo e lei risponde. Viene fuori che anche lei ha una malattia autoimmune, che la combatte ballando. Lo scambio è intenso.
Le confesso che per me la malattia autoimmune è simbolica: dentro la voglia di vivere è combattuta.
Lei ribatte: "devi scegliere in fretta".
Ci congediamo.

Poi succede qualcosa. La Luna mi chiama.
Esco sul terrazzo interno, quello magico. La vedo: è tagliata in due.
Stendo un tappeto e tiro fuori la coperta militare. Mi siedo a gambe incrociate e la guardo.
La gatta, curiosamente, va a dormire. L’avevo pensata come compagna, invece è lui.
Sto lì e respiro. È uno stare molto intenso, placido.
Una scelta, La scelta. Vivere o morire? Lasciarsi andare?
Il gatto va dentro e fuori la casa in una atmosfera ovattata, magica. È delicato e si interroga su cosa faccio io, su cosa può fare lui. Ogni tanto si infila sotto la coperta che tengo come un mantello.
Io guardo la Luna.
Ad un punto e con mio grande piacere, il micio trova il coraggio di saltare. Capisce che ha tempo e finalmente torna a fare un giro sul tetto. È la prima volta dopo l’Inverno. Va e mi veglia dall’alto, presente.
Poi succede. La Luna mi parla.
Io sono la tua nuova mamma, io sono qui e puoi contare su di me. Tu esisti ed è per questo che hai senso.
L’ascolto, ne prendo coscienza.
Mi sento invadere da un senso di felicità che irradia dalla pancia. È bellissimo. Io la guardo e lei mi riguarda, ironica e placida. Sono piena di felicità e di gratitudine.
Resto e respiro.
Sento l’Universo attraverso la pancia, con una energia che scorre verso il basso e arriva là, oltre la Terra e sale alle stelle, poi passa attraverso la mia testa e ritorna alla pancia, in un enorme cerchio. Io So, comprendo. Siamo tutti un Unico: le formiche al di là del mondo, le pietre, tutti gli animali e gli individui. Non c’è un Male totale, c’è un flusso ed una Intelligenza che alla fine farà andare bene le cose. Tutto ha un senso, anche io.
Sono piena di questa sensazione, di questo Sapere. Resto lì e respiro, sono felice.
Seguo la Luna fino al tramonto, rimango tranquilla.
Poi, piano piano, ritiro il tappeto e chiudo la finestra. Andiamo tutti a dormire.

Durante la prima crisi di CAD (Cold Autoimmune Disease), un’anemia autoimmune rara che si aggrava con il freddo.
Ho trovato una ragione per lottare quella notte e la lotta prosegue.

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