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Un dono speciale

Studiare, Università, shopping, uscite con gli amici e con il fidanzato, pattinare sul ghiaccio, allenamenti e sport (la mia pole), stare insieme alla famiglia, tante risate e divertimento... questa era la mia vita, la vita di una ragazza di ventitré anni, spensierata e senza problemi. Quindi, tutto stava procedendo secondo i piani, o meglio, quelli che credevo fossero i miei piani ma poi… tachicardia, pericardite, insonnia, sudorazione, prurito notturno, tosse persistente…
Ritirai il referto della risonanza magnetica e lessi: eteroplasia mediastinica da riferire a possibile linfoma.

<p>In quel momento non sarei voluta essere prossima alla laurea in Biologia, volevo non sapere il significato di quella frase. Speravo in quella percentuale minima di errore ma, dopo circa un mese in cui ci sono stati esami vari, incontri con specialisti, la decisione di un ricovero d'urgenza per l'intervento diagnostico di biopsia, due ore di terapia intensiva per far funzionare nuovamente un polmone, ebbi la conferma con la diagnosi finale: linfoma di Hodgkin II stadio con massa bulky al mediastino! Ventitré anni e un tumore... e ora?

<p>Non sono stata abituata a piangere, a scoraggiarmi e a buttarmi a terra, ho sempre affrontato tutto con forza e determinazione. Conoscevo il suo nome, e non potevo fare altro che spogliarmi dei miei vestiti e indossare quelli di una guerriera. Sì proprio quelli di una guerriera, perché dovevo iniziare la battaglia, la BATTAGLIA della VITA!
L'amore della mia famiglia, del mio fidanzato, dei miei amici e di tutti quelli che mi hanno sostenuto hanno fatto sì che io potessi caricare ogni giorno la mia arma migliore: il mio sorriso. Non è stata una battaglia semplice, ma sapevo cosa volevo, io volevo vivere e non gli avrei permesso di averla vinta! 
C'erano giorni in cui vincevo io, ma in molti altri vinceva lui, mi buttava a letto stremata, senza forze, ferita e con qualche ciocca di capelli in meno, poi la visita di un parente, il messaggio di un amico, il bacio del fidanzato, le trasferte di una sorella, gli occhi rossi e lucidi di un padre e la forza di una madre, mi ridavano la forza.

<p>Man mano che passavano i giorni la mia faccia e il mio corpo somigliavano sempre più a quelli di un malato di cancro ma ciò che mi distruggeva più della malattia e dei miei cambiamenti era vedere gli altri stare male per me. Sì, perché io sono quella che sorride sempre, quella che vuole rassicurare tutti, che un problema non è mai un problema e un tumore non avrebbe modificato il mio modo di essere. Avevo un tumore, ma davo la forza a tutti!

<p>Non sono arrabbiata con la vita per avermi fatto vivere questo male, anzi la ringrazio per avermelo donato e non poteva fare scelta migliore, perché per me il tumore è stato un dono, un DONO SPECIALE!  
A volte abbiamo bisogno di fermaci, di stare seduti, di osservare e di essere spettatori per capire e riflettere e se non c'è una forza maggiore che ci obbliga a fare tutto questo, noi non lo facciamo. La vita è piena di cose positive e negative, il segreto sta nel guardare di più le cose belle e quando queste cose belle diventano ai nostri occhi un po' invisibili bisogna trovare il bello anche in quelle negative.
In questi mesi ho ripensato spesso a una frase detta dal mio professore di Zoologia durante una lezione: un vero biologo deve provare tutto nella vita. Sarò una futura biologa e penso che in questo capitolo della mia vita io abbia avuto modo di farlo. Ho sempre creduto sia nella Scienza sia in Dio, e sapevo che avevo tutte le carte vincenti dalla mia parte, ma quando usiamo la parola “tumore” pensiamo immediatamente alla morte, vivendo con questa paura. Anch'io ho avuto paura di morire, paura di non farcela ma, oggi, di tumore si guarisce, di tumore si vive! Io, nonostante tutto, mi reputo fortunata. Fortunata perché comunque fossero andate le cose sarei stata felice di come avrei vissuto i miei ventitré anni, fortunata perché in questi mesi di terapia non sono stata mai ricoverata per complicanze, fortunata perché le mie analisi, nonostante tutto quello che stavo subendo, rientravano sempre in valori buoni, fortunata perché non sono sola e perché non ho dovuto affrontare tutto questo da sola.
Ho dovuto rinunciare per sette mesi alla mia vita, ho dovuto combattere, ma ho finito, l'ho sconfitto e HO VINTO IO.

<p>FINE (che non è altro che l'inizio di una nuova vita!)

<p>Francescapaola

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