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Mia mamma ed io

La mia mamma ha 60 anni. Noi siamo sempre state due donne molto diverse, lei riservata, dolce riflessiva… io espansiva, dura, irruente.

Per tanto tempo non ci siamo capite per la divergenza dei nostro caratteri; così è stato per la maggior parte dell'adolescenza ed anche più; poi ci siamo ritrovate ad avere tanto in comune e a condividere gli alti e bassi della vita e ci siamo rincontrate… troppo tardi secondo me, troppo.

Non mi sono potuta godere appieno la mia mamma.

Un giorno decisi di portarla a fare un controllo, visto che dimenticava le cose o spostava gli oggetti in posti sbagliati, era confusa, si confusa… ci dissero dopo gli accertamenti che probabilmente si trattava di Alzheimer… Alzheimer? Ma come è possibile a 53 anni?

Eppure è così.

Sono stati anni duri, faticosi, soprattutto per il mio papà che ha visto l'amore della sua vita perdersi pian piano.

I miei erano una coppia favolosa, così diversi e così complementari, un esempio. E lui non l'ha mai lasciata, mai, nemmeno adesso.

Ha 64 anni e le sta donando tutta la sua vita, la accudisce a casa con amore infinito.

Adesso è allettata, con l'alimentazione forzata… la malattia è stata velocissima. Ci è stato portato via molto, anzi troppo e adesso che anch'io sono mamma capisco tutti i sacrifici che si fanno per i figli.

Adesso che avrei bisogno di lei, di un suo consiglio, non posso. So con certezza che sarebbe stata una nonna fantastica, è sempre stata dinamica, con un amore per la vita unico nel suo genere.

Sette anni intensi. Prima il disorientamento, poi le crisi di rabbia, la violenza inaudita che non era da lei, la disfagia, le cadute, il non riuscire più a camminare, la carrozzina, le crisi epilettiche, il letto, l’alimentazione forzata, poche parole… e dolore infinito, lotte quotidiane, fiumi di medicine, lacrime e ancora lacrime.

Difficile da accettare o quasi impossibile, ma bisogna andare avanti. Una parte di lei vive in me e questo vuol dire molto; la malattia devasta non solo il malato ma anche la famiglia che si vede completamente abbandonata, svuotata. Ogni cosa che ci succede nella vita ha un perché, anche se non sembra sempre così, o almeno nell’immediato.

E così andiamo avanti giorno per giorno sperando che lei sia in un mondo tutto suo e non comprenda quello che le sta accadendo. I medici danno una spiegazione di ciò che succede al suo corpo, ma la sua anima? Prego sia in un bel mondo tutto suo, questa è la mia testimonianza.

Potrei scriverci un libro…

Un bacio e un abbraccio fortissimo a tutti i malati, ai parenti o a chi se ne prende cura. 

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